Sale segnali, come funziona la truffa legale dei gruppi Telegram
Inchiesta · Sale segnali

Sale segnali, come funziona la truffa legale dei gruppi Telegram

Chi gestisce il gruppo riceve fino a 500 dollari per ogni persona che si iscrive e apre un conto. Poi continua a incassare su ogni operazione che quella persona esegue.

Un gruppo Telegram di segnali di trading su schermo di telefono
La percentuale di clienti che perdono denaro è scritta sul sito della società su cui il gruppo fa aprire il conto.
Lettura 7 minutiAgosto 2026

Una sala segnali è un gruppo Telegram in cui qualcuno pubblica ogni giorno operazioni da copiare. Un'operazione è una puntata sul prezzo: si compra qualcosa sperando che salga, o si vende sperando che scenda, e si chiude quando si decide di incassare o di fermare la perdita.

Il messaggio dice cosa comprare, a che prezzo, e quando chiudere. In molti di questi gruppi entrare non costa niente.

Chi gestisce il gruppo chiede una cosa sola in cambio: aprire un conto cliccando il link pubblicato nei messaggi. Quel link porta sempre alla stessa società.

Quella società si chiama broker. È l'intermediario attraverso cui passano tutte le operazioni: senza un conto aperto da lui non si compra e non si vende niente. E ogni volta che qualcuno apre un'operazione, il broker ci guadagna qualcosa.

Il link non è un dettaglio tecnico. Contiene un codice che identifica il gruppo, e quando qualcuno apre il conto passando da lì il broker registra da dove è arrivato. Da quel momento ogni operazione che quella persona apre viene registrata come portata da quel gruppo.

Il broker paga chi gestisce il gruppo. Una cifra fissa per ogni iscritto che apre un conto e versa denaro, più una quota su ogni operazione che quell'iscritto esegue.

Il compenso arriva anche quando l'operazione chiude in perdita.

Non è illegale. Sono contratti di affiliazione, esistono in molti settori, e i broker ne pubblicano le tariffe sulle proprie pagine.

Ed è per questo che si parla di truffa legale: nessuno può denunciarla, perché nessuno sta violando una legge.

In sintesi
  • Chi manda i segnali riceve dal broker fino a 500 dollari per ogni iscritto che deposita, più una quota su ogni operazione che quell'iscritto apre.
  • Il compenso non dipende dai risultati di chi segue i segnali. Dipende da quante operazioni apre, che vadano bene o male.
  • Fra il 74 e l'89% dei conti privati aperti presso questi broker chiude in perdita, con perdite medie fra 1.600 e 29.000 euro a cliente.

Quanto perde chi segue i segnali

I gruppi di segnali portano quasi sempre allo stesso tipo di contratto, chiamato CFD. Sono contratti con cui si scommette sul movimento di una valuta o di un indice senza comprarlo davvero. Chi li usa muove cifre molto più grandi del denaro che ha versato, e per questo guadagna e perde molto più in fretta.

Su questi contratti esiste un dato che non arriva da un'inchiesta di parte. È la stima dell'autorità europea dei mercati, costruita sui numeri raccolti dalle autorità di controllo di più paesi.

74-89%
Dei conti privati aperti su questo tipo di contratto chiude in perdita.
Stima dell'autorità europea dei mercati
1.600 - 29.000 €
La perdita media per cliente rilevata dalle autorità di controllo dei singoli paesi.
Stessa fonte

E c'è un modo per controllarlo senza fidarsi di nessuno.

Dal 2019 ogni broker che offre questi contratti in Italia è obbligato per legge a pubblicare la percentuale dei propri clienti che perdono denaro. La cifra è scritta sul sito del broker, di solito in fondo alla pagina, in caratteri piccoli.

Chiunque può aprire il sito del broker consigliato dentro un gruppo di segnali e leggerla. Ci vogliono dieci secondi.

I due compensi che arrivano dal broker

Il primo arriva una volta sola. Scatta quando l'iscritto apre il conto e ci versa dei soldi. Il broker paga per questo una cifra fissa, decisa in anticipo e uguale per ogni persona portata. Le tariffe pubblicate dai broker sulle proprie pagine arrivano fino a 500 dollari a persona.

Spesso è più di quanto quella persona ha versato. Il broker lo accetta perché sa che recupererà la spesa con le operazioni che quella persona aprirà nei mesi successivi.

Il secondo non finisce mai. Ogni volta che qualcuno apre un'operazione il broker trattiene una piccola somma, che è il suo guadagno su quell'operazione. Una parte di quella somma torna a chi ha portato il cliente.

Nel settore i due compensi hanno un nome. Il primo si chiama CPA, il secondo revenue share.

Un esempio Un gruppo che porta cento persone ad aprire un conto e a versare denaro può incassare fino a 50.000 dollari. Quella cifra arriva una volta sola. Poi comincia la seconda parte: ogni volta che una di quelle cento persone apre un'operazione, una piccola quota torna al gruppo. Sono pochi euro alla volta, ma arrivano da cento persone diverse, tutti i giorni, e non smettono finché quelle persone continuano ad aprire operazioni.

Perché si chiama truffa legale

Nessuno dei due meccanismi è vietato, e nessuno dei due è nascosto. Sono descritti apertamente sulle pagine per affiliati dei broker. Che è il posto in cui va a guardare chi vuole diventare affiliato, non chi si iscrive a un gruppo.

Il problema nasce quando si mettono insieme a un servizio che assomiglia a una consulenza.

Chi pubblica un segnale sta dicendo a migliaia di persone cosa comprare e quando. Ma non viene pagato in base a quanto quelle persone guadagnano. Viene pagato in base a quante operazioni aprono.

Sono due interessi che puntano in direzioni opposte. A chi segue i segnali conviene aprire poche operazioni e buone. A chi li manda conviene che ne apra tante.

Il gruppo è gratis. A pagare è ogni singola operazione che l'iscritto apre, e una parte di quel costo torna a chi gliel'ha suggerita.

Ed è questo il punto che rende difficile trovare una parola diversa da truffa: chi si iscrive non lo sa.

Nel gruppo il servizio viene presentato come gratuito, e in un certo senso lo è davvero, perché nessuno chiede soldi per entrare. Il costo non passa mai da un bonifico. Passa da ogni singola operazione.

Nessuno sta commettendo un reato. Ma il risultato, per chi ci mette i soldi, è lo stesso.

Le operazioni si possono aprire anche senza che nessuno le suggerisca. Oltre 900 trader lo fanno con un software installato sul proprio conto, che non riceve segnali da nessuno e non ne manda a nessuno.

Non è un gruppo a cui iscriversi. Non è qualcuno che manda operazioni da copiare. Non è un servizio che incassa ogni volta che una persona apre un'operazione.

È un software che si aggancia al conto di trading, e da lì apre e chiude le operazioni in automatico senza bisogno di alcun intervento umano.

Guarda come funziona questo sistema automatico

Quello che nel gruppo non si vede

Nei gruppi di segnali si vedono soprattutto le operazioni chiuse in guadagno. Schermate di profitti, percentuali, messaggi di iscritti contenti.

Quello che non si vede è lo storico di un conto. L'elenco completo delle operazioni con data, ora ed esito, e il saldo che sale e scende di conseguenza.

Senza quello non c'è modo di sapere quante operazioni sono andate bene su cento. Ed è l'unico numero che conterebbe davvero.

Messaggi di un gruppo Telegram di segnali di trading
Nessuno di questi messaggi è uno storico. Lo storico lo produce il conto, non chi scrive nel gruppo.

E anche i messaggi che restano non fanno da prova. Nella pagina delle domande frequenti Telegram scrive due cose: che i messaggi si possono modificare dopo averli pubblicati, e che quelli eliminati non lasciano traccia nella chat.

Restano gli screenshot. E uno screenshot lo può produrre chiunque, anche su un conto di prova aperto gratis cinque minuti prima, dove i soldi non sono veri.

Il momento in cui il segnale non basta

Il problema non finisce con chi manda i segnali. Anche ammesso che il segnale sia buono, resta il fatto che qualcuno deve eseguirlo.

Il segnale arriva sempre nello stesso modo. Una notifica sul telefono, il nome di una valuta, un prezzo. Chi la riceve deve aprire il programma di trading, inserire l'operazione e decidere quanti soldi metterci. Spesso è al lavoro. Spesso apre l'operazione qualche minuto dopo, quando il movimento di prezzo è già passato, e quel guadagno lo perde.

Poi arriva la parte che nessun gruppo copre. Quando l'operazione va male, il segnale non dice cosa fare.

La decisione di chiudere o di aspettare torna alla persona, nel momento in cui è meno lucida per prenderla. È lì che il conto si brucia, non nella scelta dell'operazione.

È per questo che una parte di chi seguiva le sale segnali ha smesso. Al loro posto ha messo un software, chiamato Expert Advisor.

Si aggancia alla MetaTrader, il programma gratuito su cui si gestisce il conto, e da lì apre e chiude le operazioni al posto della persona.

L'installazione richiede una ventina di minuti, su MetaTrader 4 come su MetaTrader 5. Da quel momento il software analizza i mercati 24 ore su 24 e apre e chiude le operazioni da solo.

Ecco cosa cambia rispetto a un gruppo di segnali.

  • Un software che opera sui mercati al posto tuo100% in automatico, senza notifiche da eseguire e senza passare ore davanti ai grafici.
  • Un sistema di gestione del rischio integratoCalcola la gestione delle operazioni in base al capitale che hai sul conto, e si ferma quando non ci sono le giuste condizioni di mercato.
  • Lavora solo per teIl software si paga una volta sola. Da quel momento nessuno prende una commissione su quello che fai, e nessuno guadagna perché apri un'operazione in più.

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